Contare le onde
Nessuno parla di canoa. Frase fatta, in parte vera, in parte no.
Ma cosa è veramente la canoa? La canoa è uno stile di vita.
Lo sport della canoa, in Italia è piuttosto “giovane”, ma sta crescendo, ed è sempre più amato sia da dilettanti sia da atleti agonisti. In questo sport si crea una sintonia con l'acqua, mista ad un senso di adrenalina, a cui difficilmente si può rinunciare una volta che hai provato. Non sempre la canoa è uno sport facile, soprattutto per le donne: esposti alle intemperie, bagnati, con la canoa da trasportare in spalla...! Ma è uno sport per tutti...per tutti coloro che vogliono imparare a crescere. Lo sport della canoa è “donna”: è l'atleta che deve corteggiare la barca fino ad amarla...
Tutti noi abbiamo un obiettivo finale: realizzarci, perché le nostre capacità sono sempre proporzionate alle nostre aspirazioni. Grinta, passione e impegno. In questo sport bisogna crederci. Tutte la gare hanno bisogno di una buona partenza, senza partenza la gara può considerarsi persa. La nostra partenza è il sogno.
Questo è il nostro sport, è la nostra passione, è la nostra aspirazione; è una cosa che ti costruisci lentamente nel tempo, partendo da zero, marciando chilometri su chilometri...per raggiungere la perfezione, per raggiungere l’equilibrio fisico e morale.
Ogni giorno è una sfida, ogni movimento del corpo deve essere attentamente studiato, la concentrazione deve essere totale, la tua canoa e la tua pagaia devono diventare parte del tuo corpo e devono essere perfettamente calibrate. Conoscerai il tuo primo alleato: l'Acqua. Un elemento con cui dovrai stringere un rapporto, dovrai conoscere ogni centimetro di quel fluido, dovrai sapere come risponde ad ogni tuo movimento, dovrai anticipare le sue mosse e soprattutto sapere quando potrebbe farti finire una gara.
E' uno sport in cui devi avere la massima fiducia nel tuo allenatore, che sia uno s******o o meno non dovrai mai dubitare di lui, dovrai fare sempre ciò che ti dice, che siano 20 chilometri in barca con 2 gradi sopra lo zero che 12 chilometri di corsa il 15 di Agosto.
E' uno sport in cui cresci insieme ai tuoi compagni, ti alleni e soffri con loro, condividerai tutto con loro, dal bagnoschiuma alla pagaia, dalle ciabatte alla canoa, tutto per raggiungere un obiettivo comune: Vincere. E' uno sport di squadra negli spogliatoi, ma uno sport individuale in gara, dove dovrai mettere a frutto tutti i tuoi sforzi, dove ti ritrovi solo contro tutti, dove puoi contare solo su te stesso. E quando, secondi prima del via alzi lo sguardo, vedi già il traguardo, lontanissimo, pensi che dovrai mettercela tutta per arrivare prima degli altri, che si sono allenati quanto te, hanno sofferto quanto te, vogliono vincere quanto te. Un movimento falso, improvvisato, può farti svegliare dal tuo sogno. Basta un attimo… E il nostro sport è fatto di attimi. L’attimo della partenza, l’attimo dell’arrivo, l’attimo della vittoria, l’attimo della delusione, l’attimo della medaglia al collo, l’attimo del pianto. Un momento passa in fretta. E senza che ce ne rendiamo conto non riusciamo più a coglierlo. Magari pensiamo di si. Ma poi ci rendiamo conto che abbiamo solo colto l’attimo prima. O quello dopo. E allora continuiamo a cercarlo, quell’attimo della vittoria,dell’arrivo, della delusione, del pianto, della medaglia al collo... Ma non ce la facciamo. Ci rimane solo un beffardo riflesso di quello che era in realtà. Proviamo a farci tutti i viaggi mentali possibili per riuscire a ricordarlo. Ma niente. Non ce la facciamo. Forse perché lo vogliamo racchiudere in poche parole. E un attimo è,invece, immenso, è semplice. Quasi banale. Immenso e semplice. Come la vittoria, come il mare. Come il nostro mare.
Ilaria Spagnuolo
















