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Corso di calcetto
“Io non gioco da solo”

 

Lo spirito del gioco. Il calcio “moderno”

Il calcio nell’epoca moderna riveste un ruolo di estrema importanza nella vita sociale. Tanto è vero che non vi sono popoli, nazioni o ambiti sociali che non ne subiscano il suo fascino. I campionati del mondo ed in generale le competizioni internazionali e nazionali scandiscono il ritmo della vita degli appassionati, la cui sfera personale ed emotiva, in certi casi, è indissolubilmente legata ai destini sportivi della squadra del cuore. E’ innegabile la straordinaria bellezza e spettacolarità del calcio, il suo travolgente impatto emotivo. Tuttavia, è altrettanto vero, che i forti interessi economici hanno contribuito a dilatare oltre misura la sua importanza e popolarità., Il “marketing calcistico” non sempre ha puntato ad esaltare di questo sport gli aspetti più edificanti e virtuosi. Non emerge, per esempio, che il calcio costituisce un elemento di progressività nella società e che giocare al calcio migliora la qualità della vita. Il calcio, come gli altri sport, ha la funzione di ritualizzare la lotta, di sublimare e canalizzare l’aggressività su binari socialmente accettabili (funzione sociale) ed una funzione formativa dell’individuo sotto il profilo psico-motorio. Gli scandali che recentemente hanno investito il mondo del calcio da cui sono emersi gravi illeciti sportivi, il largo uso di sostanze dopanti, il non rispetto delle regole e l’assenza della lealtà sportiva, il “fair-play”, sono i fatti che testimoniano come ci si è allontanati dallo “Spirito del Gioco”. Come recuperarlo? Il Cus Bari propone un corso di calcetto destinato a bambini di età compresa tra 6 e 12 con l’intento di restituire al calcio la sua funzione originaria evitando di imitare acriticamente un modello didattico largamente diffuso negli ambienti calcistici che esaspera l’aspetto competitivo trascurando i valori sportivi.

Funzione formativa dello sport

I genitori che intendono avviare i propri figlioli all’attività sportiva, devono tener conto che il gioco è uno strumento fondamentale per l'acquisizione delle capacità cognitive e delle abilità motorie. Tutti i cuccioli dei mammiferi, compreso l’uomo, apprendono i rudimenti del “mestiere di vivere” attraverso il gioco.

Metodologia didattica

Le attività dal corso di calcetto “Io non gioco da solo” sono proposte, pertanto, in forma ludica in un clima psicologico sereno. La metodologia didattica s’ispira ai principi della psico-pedagogia attiva che considera il bambino il “protagonista” dei processi cognitivi e non un mero esecutore. Il metodo Induttivo-Cognitivo è privilegiato. Per verificare il grado di apprendimento raggiunto si ricorre, invece, all’utilizzo del metodo Deduttivo-Cognitivo.

Un nuovo spirito del gioco e recupero della funzione originaria

Il Cus Bari in qualità di ente di promozione sportiva, intende valorizzare un modello calcistico la cui unica finalità non è l’individuazione del campione, bensì il recupero dei valori essenziali e tradizionali dello sport nel rispetto dei bambini e della loro motivazione ludica. Il “fair play” che si concretizza nel rispetto del regolamento, degli avversari e anche dei compagni di squadra è l’elemento fondante de “il nuovo spirito del gioco”. Il rispetto dello spirito del gioco ed il piacere di stare insieme prevalgono sul risultato e sulla ricerca spasmodica del successo. Nel corso di calcetto “Io non gioco da solo” la lealtà sportiva è esaltata con l’introduzione dell’auto-arbitraggio.

L’auto-arbitraggio: perché non c’è l’arbitro?

Il fallo di gioco si presume sempre che sia commesso involontariamente. Da ciò discende l’assenza nel sistema di gioco che prevede l’auto-arbitraggio di un apparato sanzionatorio. L’auto-arbitraggio stimola la conoscenza del regolamento da parte dei piccoli calciatori chiamati ad interpretare correttamente le dinamiche di gioco. Ogni giocatore si impegna a rispettare le regole e a non violarle intenzionalmente. In questo senso ciascun giocatore è "elevato" al rango di arbitro, essendo egli stesso l'unico responsabile del suo comportamento in campo, arrivando perfino ad ammettere il proprio fallo. Questa “tensione etica” votata al rispetto delle regole e degli avversari è nota come “Spirito del Gioco”. Lo spirito competitivo è incoraggiato a patto che questo non significhi infrangere le regole, perdere il rispetto tra i giocatori ed il piacere stesso di giocare. Dato che non esiste l'arbitro, è assolutamente necessario che i calciatori abbiano un alto livello di sportività. Si richiede all’atleta di vivere il momento della gara non come l’occasione di dare libero sfogo ai propri istinti ma come l’opportunità di acquisire coscienza di sé e di imparare a gestire la propria emotività. Lo spirito del gioco estrinseca la sua alta funzione educativa insegnando che si può perdere una partita senza necessariamente sentirsi sconfitti dal confronto con l’avversario. In questi termini il calcio contribuisce a formare l’individuo interiormente, rafforzandone l’autostima, allenandolo alla vita ed educandolo alla sana competizione.

Conclusioni

Il progetto di corso di calcetto “Io non gioco da solo” con i suoi metodi d’insegnamento e con l’introduzione del sistema dell’auto-arbitraggio, si pone nell’ambito del panorama calcistico barese in modo innovativo. Esso offre un nuovo modo di concepire e vivere il gioco più popolare al mondo, minando alle fondamenta quella che è la concezione comune vigente, ossia l’idea che il calcio è un gioco per duri in cui l’aggressività è la componente che determina lo scarto tra la vittoria e la sconfitta.. Il progetto avanza un modello di calcio che attribuisce maggiore valore al profilo psico-pedagogico e considera come priorità assoluta la cura della forma mentale e dell’equilibrio emotivo del bambino.


Michelangelo Fiore Istruttore federale di giovani calciatori


 

Informazioni sul corso


Il corso di calcetto è diretto dall’istruttore federale di giovani calciatori Michelangelo Fiore.
Frequenza bisettimanale e lezioni della durata di 1 h e 30 minuti.
Le attività sono svolte con fine ludico-ricreativo, non agonistico.

Destinatari del corso di calcetto sono i/le bambini/e di età compresa tra 6 e 12 anni suddivisi/e in tre categorie:

Piccoli amici (Primi Calci): 6 - 7 anni di età
mercoledì e sabato dalle ore 15.00 alle 16.30

Pulcini: 8 - 9 anni
lunedì e giovedì / martedì e venerdì, dalle ore 15.00 alle 16.30

Esordienti: 10 – 12 anni
martedì e venerdì dalle ore 16.30 alle 18.00

I partecipanti al corso devono versare una quota d’iscrizione di 10 Euro all’anno per la copertura assicurativa ed una somma mensile di:

  • 30 Euro per i figli dei dipendenti dell’Università, del Politecnico ed E.Di.S.U.;
  • 40 Euro per gli esterni (30 Euro per la quota mensile del terzo figlio iscritto). Le quote mensili devono essere versate entro e non oltre la prima settimana del mese presso la cassa del Cus.
L’iscrizione deve essere accompagnata dalla consegna di un certificato medico di idoneità alla pratica sportiva non agonistica e di 2 foto-tessere.

Per ulteriori informazioni rivolgersi ai numeri: 0805341779 (Cassa Cus) – 3472546286 (Michelangelo Fiore).

 

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